venerdì 19 giugno 2009

La scuola e la Maya

Da Locandine


Sabato 27 alle 21.00 e Domenica 28 Giugno alle 18.30, al teatro San Leonardo di Acilia si terrà un'altra commedia: "La scuola e la Maya", un atto unico brillante ambientato in un paesino tra le montagne, la cui scuola elementare sta correndo il serio rischio di essere chiusa per esiguità di alunni. L'incombente visita di un Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione sembra preannunciare la fine certa della minuscola eppur storica istituzione; d'altronde quattordici bambini che spaziano dalla seconda alla quinta elementare, in un'unica classe e con un'unica maestra ed un bidello, sembrano davvero troppo poca cosa per ostacolare le ventata di razionalizzazione delle spese e di riduzione dell'offerta formativa tanto di moda nel Bel Paese.
Ma le risorse dei pochi paesani non sono esaurite e sfociano in un'iniziativa geniale ed audacissima, anche se porterà a sviluppi del tutto imprevedibili.

Ironia, lieve denuncia sociale ed un pizzico di magia sono le spezie che profumano questo piccolo melodramma montano ambientato a... beh, qualcuno forse lo saprà riconoscere.

Con questa commedia si chiude il trittico di rappresentazioni frutto del Laboratorio Teatrale San Leonardo di quest'anno e si chiuderà, speriamo, in bellezza. D'altronde le performances dell'altro corso adulti ("Sempre con me", 30 e 31 Maggio) e dei ragazzi ("Attori ed autori in erba", 12 Giugno), sono state accolte con grande favore e c'è da parte di tutti la speranza che le cose, anche stavolta, vadano almeno allo stesso modo.

Ragazzi in scena

Da Locandine


Il 12 Giugno i Ragazzi che hanno frequentato il Laboratorio Teatrale quest'anno, sono andati in scena.
Sono stati, non servirebbe neanche dirlo, bravissimi, anche e soprattutto perché hanno retto in maniera magnifica alla tensione creatagli da alcuni incidenti dell'ultimo minuto, una situazione che avrebbe di sicuro bloccato e danneggiato attori solidi ed esperti.
(seguirà recensione)

mercoledì 3 giugno 2009

Il 30 ed il 31 Maggio 2009, al teatro San Leonardo di Acilia, Roma, è andato in scena l'atto unico "Sempre con me" di Mauro Eberspacher (toh, ma guarda un po'!), presentato da 7 donne che hanno seguito il laboratorio teatrale dello stesso teatro, quasi tutte alla loro prima esperienza sul palcoscenico. La commedia è stata seguita e ripetutamente applaudita da un pubblico che ha chiamato tre volte alla ribalta le attrici protagoniste della pièce, dopo aver sottolineato con partecipazione gli spunti comici e sorprendenti proposti dal testo.
La serata in origine prevedeva anche la presentazione di un altro atto unico, "La scuola e la Maya", preparato da un altro gruppo che frequenta lo stesso laboratorio, dando forma così ad uno spettacolo che complessivamente aveva nome "2 in 1" (più estensivamente: "2 commedie in 1 serata"). Purtroppo un problema occorso durante la prova generale ha costretto ad un rinvio; per questo motivo "La scuola e la Maya" sarà presentato Sabato 27 Giugno alle 21 e Domenica 28 Giugno alle 18. Gli spettatori che hanno seguito "Sempre con me" accederanno gratuitamente esibendo il biglietto acquistato per l'occasione.
In quanto responsabile sotto molteplici vesti dell'andata in scena, mi scuso con gli spettatori per l'eventuale delusione, ma spero che il piacere della commedia vista in questo fine settimana spinga tutti a venire a teatro per divertirsi e sostenere altri neofiti nella loro esibizione.

mercoledì 13 maggio 2009

"2 in 1"

Da Locandine

Il 30 e 31 Maggio, in prima mondiale, andranno in scena contemporaneamente nello stesso spettacolo due atti unici, due commedie del sottoscritto: "Sempre con me" e "La scuola e la Maya". A portarle in scena saranno gli allievi (si dovrebbe dire "le allieve -1", visto che in totale di uomo ce n'è uno solo) dei due corsi per adulti del Laboratorio Teatrale dell'Associazione San Leonardo. Il fatto che a condurre il corso, curare la regia, ideare la (minima) scenografia, selezionarne le musiche e realizzarne il materiale promozionale sia un omonimo della persona che aggiorna questo spazio, è un evidente ironia del destino.
"Sempre con me" è una commedia surreal-sentimentale che nel finale vira in modo sorprendente; la svolta finale giustificherebbe una terza definizione della commedia, ma dichiararla adesso significherebbe guastare un po' la sorpresa. Solo due parole di trama: non si sa come, non si sa perché, nel salone di una villa sei donne vengono intrattenute dall'incaricata di una ditta di disinfestazione, mentre in cantina è in corso un intervento di derattizzazione; in attesa che si possa uscire dall'ambiente senza scontrarsi con i ruvidissimi operai, le donne vengono stimolate dall'incaricata a raccontarsi le loro storie d'amore con l'uomo della propria vita. Perché? Come? Entro quali limiti? Dichiararlo equivarrebbe a tradire l'attesa dello spettatore...
"La scuola e la Maya" è invece una commedia brillante che racconta dei burrascosi accadimenti in una minuscola scuola di montagna minacciata di chiusura dall'imminente visita di un Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione; lo pseudo-sindaco dello pseudo-comune decide di tentare un'ultima audace carta per evitare il disastro, ma...una sorpresa dopo l'altra conducono gli eventi verso una china del tutto imprevista. Anche in questo caso sarebbe giusto aggiungere un aggettivo per definire la commedia, ma me ne esimo per non sciupare l'effetto sorpresa promesso nel finale.

Mancano ancora diversi giorni e la preparazione sta avanzando a tappe sempre più serrate in perfetta assonanza con la fatica e la "strizza" provate dagli aderenti al Laboratorio, i quali si presenteranno per la prima volta nella loro vita su un palcoscenico, davanti ad un pubblico numeroso e curioso di vedere "l'effetto che fa".

Come andrà? In ogni caso sarà un successo!
Papere, sfondoni, esitazioni, sbagli e vuoti di memoria saranno sconfitti dalla prontezza di riflessi degli attori, fino all'applauso finale.

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoto

In Abruzzo la terra s'è scossa, un po' dappetutto. In particolare le onde di roccia hanno scrollato Onna, Paganica, L'Aquila; nomi che tante volte ho visto scivolare veloci al lato della mia automobile. Ora, quando accadrà di nuovo, mi domanderò quanti muri, quanti sguardi non avrò più occasione di vedere.

mercoledì 4 marzo 2009

La quinta sinfonia di Beethoven diretta da Otto Klemperer

Porto avanti da qualche tempo la masterizzazione della mia enorme collezione di dischi (vinile) di musica classica. Vado avanti selettivamente, cosciente che un'operazione del genere fatta a tappeto richiederebbe più tempo di quello che mi resta da vivere. Così ho cominciato con i dischi cui sono più affezionato, che hanno segnato lo sbocciare della mia passione per quel genere musicale e che nel tempo non ho ritrovato in CD, poi ho proseguito in maniera tematica, seguendo le tracce dei direttori, degli autori e dei musicisti che preferisco. Così, dopo aver visitato direttori come Stokowsky (per chi non lo sapesse era quello che in "Fantasia" stringeva la mano a Topolino), Furtwangler, Monteux, Scherchen e Kletzky, sono arrivato a Toscanini, Maazel ed infine, per ora, Otto Klemperer.
(segue)

domenica 1 febbraio 2009

L'esodo è in viaggio

Non è la prima volta che spedisco un mio testo ad un premio, ma la precedente volta ho affrontato la cosa con disincanto e divertimento, ero ancora nella fase del gioco, si potrebbe dire "l'incoscienza della gioventù". Apro e chiudo parentesi: si trattava di "Sapevo benissimo", opera che fu giudicata, fra l'altro, "di difficile rappresentazione"; un mese dopo la portai in scena con il pubblico che rimase incatenato alla sedia perdendo il senso del tempo.
Ma stavolta è stato diverso. Mi tremava la mano riempiendo il modulo d'invio davanti all'impiegata, mi sono detestato per questo. Il fatto è che stavolta ciò che invio è di tutt'altra pasta, è una commedia matura, grande, difficile. Completa. Poche delle persone che l'hanno letta hanno colto questo scatto rispetto alle precedenti. Potrebbe essere considerata una mia impressione, dovuta a qualche circostanza esterna, magari anche alla semplice fatica nel comporre una trama più complessa del solito, oppure al fatto che tengo all'argomento in modo speciale. Può darsi. Per me, però, è solo che...m'è venuta bene. Leggendola con gli iscritti al mio laboratorio serale ne ho avuto la conferma; il piccolo gruppo di neofiti ha faticato, a volte, a cogliere gli accenti di una battuta, il senso di un'altra, anche perché il inguaggio che ho scelto, ingannevolmente attuale, poneva difficoltà aggiuntive a quelle abituali. Ma hanno dato voce ad una cosa che, da spettatore, mi piacerebbe vedere sulla scena, e grazie ai loro sforzi si capiva quello che conteneva, non è poco.
Ora 10 copie di quel testo sono in viaggio per Riccione. Non penso che vincerò qualcosa, se non altro perché si tratta di un testo molto complesso, ad una prima occhiata; alcuni passaggi richiedono l'orecchio interno di un regista pieno d'immaginazione per coglierne le potenzialità...insomma, non è un testo "da concorso". Però almeno 10 giurati lo leggeranno e se anche uno solo lo nominerà a qualcun altro, il mio intento promozionale sarà raggiunto.
Ora l' "Esodo" è in viaggio, e si tratta di una buffa ripetizione semantica.
Anche solo per realizzare questo valeva la pena spedirlo.