mercoledì 8 aprile 2009

Terremoto

In Abruzzo la terra s'è scossa, un po' dappetutto. In particolare le onde di roccia hanno scrollato Onna, Paganica, L'Aquila; nomi che tante volte ho visto scivolare veloci al lato della mia automobile. Ora, quando accadrà di nuovo, mi domanderò quanti muri, quanti sguardi non avrò più occasione di vedere.

mercoledì 4 marzo 2009

La quinta sinfonia di Beethoven diretta da Otto Klemperer

Porto avanti da qualche tempo la masterizzazione della mia enorme collezione di dischi (vinile) di musica classica. Vado avanti selettivamente, cosciente che un'operazione del genere fatta a tappeto richiederebbe più tempo di quello che mi resta da vivere. Così ho cominciato con i dischi cui sono più affezionato, che hanno segnato lo sbocciare della mia passione per quel genere musicale e che nel tempo non ho ritrovato in CD, poi ho proseguito in maniera tematica, seguendo le tracce dei direttori, degli autori e dei musicisti che preferisco. Così, dopo aver visitato direttori come Stokowsky (per chi non lo sapesse era quello che in "Fantasia" stringeva la mano a Topolino), Furtwangler, Monteux, Scherchen e Kletzky, sono arrivato a Toscanini, Maazel ed infine, per ora, Otto Klemperer.
(segue)

domenica 1 febbraio 2009

L'esodo è in viaggio

Non è la prima volta che spedisco un mio testo ad un premio, ma la precedente volta ho affrontato la cosa con disincanto e divertimento, ero ancora nella fase del gioco, si potrebbe dire "l'incoscienza della gioventù". Apro e chiudo parentesi: si trattava di "Sapevo benissimo", opera che fu giudicata, fra l'altro, "di difficile rappresentazione"; un mese dopo la portai in scena con il pubblico che rimase incatenato alla sedia perdendo il senso del tempo.
Ma stavolta è stato diverso. Mi tremava la mano riempiendo il modulo d'invio davanti all'impiegata, mi sono detestato per questo. Il fatto è che stavolta ciò che invio è di tutt'altra pasta, è una commedia matura, grande, difficile. Completa. Poche delle persone che l'hanno letta hanno colto questo scatto rispetto alle precedenti. Potrebbe essere considerata una mia impressione, dovuta a qualche circostanza esterna, magari anche alla semplice fatica nel comporre una trama più complessa del solito, oppure al fatto che tengo all'argomento in modo speciale. Può darsi. Per me, però, è solo che...m'è venuta bene. Leggendola con gli iscritti al mio laboratorio serale ne ho avuto la conferma; il piccolo gruppo di neofiti ha faticato, a volte, a cogliere gli accenti di una battuta, il senso di un'altra, anche perché il inguaggio che ho scelto, ingannevolmente attuale, poneva difficoltà aggiuntive a quelle abituali. Ma hanno dato voce ad una cosa che, da spettatore, mi piacerebbe vedere sulla scena, e grazie ai loro sforzi si capiva quello che conteneva, non è poco.
Ora 10 copie di quel testo sono in viaggio per Riccione. Non penso che vincerò qualcosa, se non altro perché si tratta di un testo molto complesso, ad una prima occhiata; alcuni passaggi richiedono l'orecchio interno di un regista pieno d'immaginazione per coglierne le potenzialità...insomma, non è un testo "da concorso". Però almeno 10 giurati lo leggeranno e se anche uno solo lo nominerà a qualcun altro, il mio intento promozionale sarà raggiunto.
Ora l' "Esodo" è in viaggio, e si tratta di una buffa ripetizione semantica.
Anche solo per realizzare questo valeva la pena spedirlo.

lunedì 26 gennaio 2009

Personaggi di Presepio

Ho fotografato una raccolta di personaggi di presepio creati dall'artista Anna Bardi.

Personaggi di Presepio

giovedì 22 gennaio 2009

Le mie macchine fotografiche

Ora fotografo in digitale. Ma prima usavo delle macchine a pellicola. Se adesso sono un fotografo indecente, devo a questi piccoli miracoli della meccanica se non sono anche peggiore. Un piccolo spazio anche per loro.


Minolta X 700 e le altre

mercoledì 24 dicembre 2008

A volte un regalo

Parlavo con una persona, ieri, incontrata per scambiarci gli auguri di Natale e Capodanno. Mi ha raccontato che ha preso una gattina, da qualche mese; quando l'hanno accolta in casa hanno visto che era piena di pulci, così piena che l'hanno chiamata Pulce. Questo mi ha colpito molto perché nella storia che ho alle spalle c'è stata proprio una gatta con quello stesso nome. Ne ho steso il ricordo a questo link:

  • Pulce

  • La stessa cosa può essere raggiunta dal box "Comunque, le mie cose".

    Ringrazio quella persona per avermi permesso di rivivere quel ricordo. L'emozione che mi ha fatto provare rivivendolo è stata per me un autentico, graditissimo regalo.

    lunedì 1 dicembre 2008

    Serata AMNESTY

    Sabato scorso, 29 Novembre, presso la sala del Centro Sociale Affabulazione, ad Ostia, ha avuto luogo una serata celebrativa dei 60 anni dalla pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E' stata una serata di musica, danza, umorismo e vitalità in genere. Ho avuto l'onore di essere stato invitato a partecipare e di averlo fatto insieme a Giuseppe Mincuzzi e Monica Lugini, due persone intuitive e bravissime cui ho dovuto solo dare il LA per vederle far scaturire la loro carica naturale. In particolare Giuseppe, meglio noto nella rete come "Er poeta metropolitano", ha dato vita a performance umoristiche divertentissime coinvolgendo il pubblico nella descrizione di alcune assurde nevrosi che distorcono i rapporti tra le persone. Il mio contributo doveva essere, nei piani della vigilia, serio e volutamente anonimo, dedicato a sottolineare i motivi che portarono alla stesura della Dichiarazione e, attraverso questo, sollecitare l'importanza della memoria, sede del patrimonio di esperienza che dovrebbe impedirci di ripetere errori molto pericolosi.
    "Il mio contributo doveva essere", dicevo, e difatti lo è stato solo in parte perché era basato su un audiovisivo che avevo preparato ed era solo da masterizzare in un dvd, cosa già fatta in precedenti occasioni; solo che stavolta non ha funzionato. Non che non abbia funzionato la masterizzazione: non ha funzionato proprio niente! Dalle 5.30 del mattino fino alle 21.00 della sera non sono riuscito a creare neanche un supporto ridotto, sia pure con le semplici immagini da far avanzare una per una. Niente! E' finita che nel tempo necessario ad attraversare un breve corridoio e sbucare in scena ho dovuto imbastire un intervento ed improvvisarlo in pubblico: bella professionalità! Adesso devo solo lasciar passare i nervi, poi può darsi che ne trarrò materiale per una commedia comico-tragico-surreale.