Porto avanti da qualche tempo la masterizzazione della mia enorme collezione di dischi (vinile) di musica classica. Vado avanti selettivamente, cosciente che un'operazione del genere fatta a tappeto richiederebbe più tempo di quello che mi resta da vivere. Così ho cominciato con i dischi cui sono più affezionato, che hanno segnato lo sbocciare della mia passione per quel genere musicale e che nel tempo non ho ritrovato in CD, poi ho proseguito in maniera tematica, seguendo le tracce dei direttori, degli autori e dei musicisti che preferisco. Così, dopo aver visitato direttori come Stokowsky (per chi non lo sapesse era quello che in "Fantasia" stringeva la mano a Topolino), Furtwangler, Monteux, Scherchen e Kletzky, sono arrivato a Toscanini, Maazel ed infine, per ora, Otto Klemperer.
(segue)
mercoledì 4 marzo 2009
domenica 1 febbraio 2009
L'esodo è in viaggio
Non è la prima volta che spedisco un mio testo ad un premio, ma la precedente volta ho affrontato la cosa con disincanto e divertimento, ero ancora nella fase del gioco, si potrebbe dire "l'incoscienza della gioventù". Apro e chiudo parentesi: si trattava di "Sapevo benissimo", opera che fu giudicata, fra l'altro, "di difficile rappresentazione"; un mese dopo la portai in scena con il pubblico che rimase incatenato alla sedia perdendo il senso del tempo.
Ma stavolta è stato diverso. Mi tremava la mano riempiendo il modulo d'invio davanti all'impiegata, mi sono detestato per questo. Il fatto è che stavolta ciò che invio è di tutt'altra pasta, è una commedia matura, grande, difficile. Completa. Poche delle persone che l'hanno letta hanno colto questo scatto rispetto alle precedenti. Potrebbe essere considerata una mia impressione, dovuta a qualche circostanza esterna, magari anche alla semplice fatica nel comporre una trama più complessa del solito, oppure al fatto che tengo all'argomento in modo speciale. Può darsi. Per me, però, è solo che...m'è venuta bene. Leggendola con gli iscritti al mio laboratorio serale ne ho avuto la conferma; il piccolo gruppo di neofiti ha faticato, a volte, a cogliere gli accenti di una battuta, il senso di un'altra, anche perché il inguaggio che ho scelto, ingannevolmente attuale, poneva difficoltà aggiuntive a quelle abituali. Ma hanno dato voce ad una cosa che, da spettatore, mi piacerebbe vedere sulla scena, e grazie ai loro sforzi si capiva quello che conteneva, non è poco.
Ora 10 copie di quel testo sono in viaggio per Riccione. Non penso che vincerò qualcosa, se non altro perché si tratta di un testo molto complesso, ad una prima occhiata; alcuni passaggi richiedono l'orecchio interno di un regista pieno d'immaginazione per coglierne le potenzialità...insomma, non è un testo "da concorso". Però almeno 10 giurati lo leggeranno e se anche uno solo lo nominerà a qualcun altro, il mio intento promozionale sarà raggiunto.
Ora l' "Esodo" è in viaggio, e si tratta di una buffa ripetizione semantica.
Anche solo per realizzare questo valeva la pena spedirlo.
Ma stavolta è stato diverso. Mi tremava la mano riempiendo il modulo d'invio davanti all'impiegata, mi sono detestato per questo. Il fatto è che stavolta ciò che invio è di tutt'altra pasta, è una commedia matura, grande, difficile. Completa. Poche delle persone che l'hanno letta hanno colto questo scatto rispetto alle precedenti. Potrebbe essere considerata una mia impressione, dovuta a qualche circostanza esterna, magari anche alla semplice fatica nel comporre una trama più complessa del solito, oppure al fatto che tengo all'argomento in modo speciale. Può darsi. Per me, però, è solo che...m'è venuta bene. Leggendola con gli iscritti al mio laboratorio serale ne ho avuto la conferma; il piccolo gruppo di neofiti ha faticato, a volte, a cogliere gli accenti di una battuta, il senso di un'altra, anche perché il inguaggio che ho scelto, ingannevolmente attuale, poneva difficoltà aggiuntive a quelle abituali. Ma hanno dato voce ad una cosa che, da spettatore, mi piacerebbe vedere sulla scena, e grazie ai loro sforzi si capiva quello che conteneva, non è poco.
Ora 10 copie di quel testo sono in viaggio per Riccione. Non penso che vincerò qualcosa, se non altro perché si tratta di un testo molto complesso, ad una prima occhiata; alcuni passaggi richiedono l'orecchio interno di un regista pieno d'immaginazione per coglierne le potenzialità...insomma, non è un testo "da concorso". Però almeno 10 giurati lo leggeranno e se anche uno solo lo nominerà a qualcun altro, il mio intento promozionale sarà raggiunto.
Ora l' "Esodo" è in viaggio, e si tratta di una buffa ripetizione semantica.
Anche solo per realizzare questo valeva la pena spedirlo.
lunedì 26 gennaio 2009
Personaggi di Presepio
Ho fotografato una raccolta di personaggi di presepio creati dall'artista Anna Bardi.
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| Personaggi di Presepio |
giovedì 22 gennaio 2009
Le mie macchine fotografiche
Ora fotografo in digitale. Ma prima usavo delle macchine a pellicola. Se adesso sono un fotografo indecente, devo a questi piccoli miracoli della meccanica se non sono anche peggiore. Un piccolo spazio anche per loro.
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| Minolta X 700 e le altre |
mercoledì 24 dicembre 2008
A volte un regalo
Parlavo con una persona, ieri, incontrata per scambiarci gli auguri di Natale e Capodanno. Mi ha raccontato che ha preso una gattina, da qualche mese; quando l'hanno accolta in casa hanno visto che era piena di pulci, così piena che l'hanno chiamata Pulce. Questo mi ha colpito molto perché nella storia che ho alle spalle c'è stata proprio una gatta con quello stesso nome. Ne ho steso il ricordo a questo link:
Pulce
La stessa cosa può essere raggiunta dal box "Comunque, le mie cose".
Ringrazio quella persona per avermi permesso di rivivere quel ricordo. L'emozione che mi ha fatto provare rivivendolo è stata per me un autentico, graditissimo regalo.
La stessa cosa può essere raggiunta dal box "Comunque, le mie cose".
Ringrazio quella persona per avermi permesso di rivivere quel ricordo. L'emozione che mi ha fatto provare rivivendolo è stata per me un autentico, graditissimo regalo.
lunedì 1 dicembre 2008
Serata AMNESTY
Sabato scorso, 29 Novembre, presso la sala del Centro Sociale Affabulazione, ad Ostia, ha avuto luogo una serata celebrativa dei 60 anni dalla pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E' stata una serata di musica, danza, umorismo e vitalità in genere. Ho avuto l'onore di essere stato invitato a partecipare e di averlo fatto insieme a Giuseppe Mincuzzi e Monica Lugini, due persone intuitive e bravissime cui ho dovuto solo dare il LA per vederle far scaturire la loro carica naturale. In particolare Giuseppe, meglio noto nella rete come "Er poeta metropolitano", ha dato vita a performance umoristiche divertentissime coinvolgendo il pubblico nella descrizione di alcune assurde nevrosi che distorcono i rapporti tra le persone. Il mio contributo doveva essere, nei piani della vigilia, serio e volutamente anonimo, dedicato a sottolineare i motivi che portarono alla stesura della Dichiarazione e, attraverso questo, sollecitare l'importanza della memoria, sede del patrimonio di esperienza che dovrebbe impedirci di ripetere errori molto pericolosi.
"Il mio contributo doveva essere", dicevo, e difatti lo è stato solo in parte perché era basato su un audiovisivo che avevo preparato ed era solo da masterizzare in un dvd, cosa già fatta in precedenti occasioni; solo che stavolta non ha funzionato. Non che non abbia funzionato la masterizzazione: non ha funzionato proprio niente! Dalle 5.30 del mattino fino alle 21.00 della sera non sono riuscito a creare neanche un supporto ridotto, sia pure con le semplici immagini da far avanzare una per una. Niente! E' finita che nel tempo necessario ad attraversare un breve corridoio e sbucare in scena ho dovuto imbastire un intervento ed improvvisarlo in pubblico: bella professionalità! Adesso devo solo lasciar passare i nervi, poi può darsi che ne trarrò materiale per una commedia comico-tragico-surreale.
"Il mio contributo doveva essere", dicevo, e difatti lo è stato solo in parte perché era basato su un audiovisivo che avevo preparato ed era solo da masterizzare in un dvd, cosa già fatta in precedenti occasioni; solo che stavolta non ha funzionato. Non che non abbia funzionato la masterizzazione: non ha funzionato proprio niente! Dalle 5.30 del mattino fino alle 21.00 della sera non sono riuscito a creare neanche un supporto ridotto, sia pure con le semplici immagini da far avanzare una per una. Niente! E' finita che nel tempo necessario ad attraversare un breve corridoio e sbucare in scena ho dovuto imbastire un intervento ed improvvisarlo in pubblico: bella professionalità! Adesso devo solo lasciar passare i nervi, poi può darsi che ne trarrò materiale per una commedia comico-tragico-surreale.
venerdì 24 ottobre 2008
Una nuova commedia - eccola
Bene, anche l'ultimo dei primi passi è compiuto: adesso la commedia "L'esodo acheo" è stata depositata alla SIAE ed appartiene ufficialmente al patrimonio culturale dell'Umanità. La quale, come di consueto, sentitamente ringrazia e senza rallentare prosegue il suo cammino verso uno dei tanti destini apocalittici annunciati e da lei sdegnosamente ignorati, chiedendosi chi sia questo scalmanato che ogni tanto la scoccia con la creazione di presunti capolavori.
Ma non me la prendo. Mimo magnanimità e proseguo; tanto, non sto insegnando niente a nessuno e qualunque cosa faccia e dica lo faccio per me stesso come, in fondo in fondo, facciamo un po' tutti dal primo vagito all'ultimo respiro. Casualmente, ma solo per caso, una nostra parola o gesto si blocca nei pensieri di qualcun altro e in modo sottilmente invisibile cambia il corso della storia. Ma visto che il futuro non è mai scritto prima, possiamo illuderci che siano state le nostre azioni a modificarlo. O a confermarlo?
Bah, chiacchiere, cacatine di mosca su un ghiacciaio.
Resta una soddisfazione molto privata resa pubblica con questa ed altre vie di pubblicazione. Qualcosa, in fondo, ho fatto.
Si tratta di "L'esodo acheo", mia quindicesima commedia, che ho inserito nella casella "comunque le mie cose". Ad essa ho affiancato un estratto "Menelao" che credo possa rendere vagamente l'idea del suo contenuto senza leggerla tutta.
Naturalmente, è ingannevole.
- Aggiornamento: ho eliminato l'estratto; penso che chi sia seriamente interessato ad una commedia, così come per qualunque opera dell'ingegno (non dico "d'arte"), è giusto che la valuti nella sua interezza. Altrimenti...tanto vale che si beva un'aranciata!
Ma non me la prendo. Mimo magnanimità e proseguo; tanto, non sto insegnando niente a nessuno e qualunque cosa faccia e dica lo faccio per me stesso come, in fondo in fondo, facciamo un po' tutti dal primo vagito all'ultimo respiro. Casualmente, ma solo per caso, una nostra parola o gesto si blocca nei pensieri di qualcun altro e in modo sottilmente invisibile cambia il corso della storia. Ma visto che il futuro non è mai scritto prima, possiamo illuderci che siano state le nostre azioni a modificarlo. O a confermarlo?
Bah, chiacchiere, cacatine di mosca su un ghiacciaio.
Resta una soddisfazione molto privata resa pubblica con questa ed altre vie di pubblicazione. Qualcosa, in fondo, ho fatto.
Si tratta di "L'esodo acheo", mia quindicesima commedia, che ho inserito nella casella "comunque le mie cose". Ad essa ho affiancato un estratto "Menelao" che credo possa rendere vagamente l'idea del suo contenuto senza leggerla tutta.
Naturalmente, è ingannevole.
- Aggiornamento: ho eliminato l'estratto; penso che chi sia seriamente interessato ad una commedia, così come per qualunque opera dell'ingegno (non dico "d'arte"), è giusto che la valuti nella sua interezza. Altrimenti...tanto vale che si beva un'aranciata!
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