giovedì 25 novembre 2010

Nuvole


Una nuova cartella nella mia raccolta, una "ricerca espressiva" per vedere dove mi porta la passione di tanti anni per la fotografia ed una piccola, vecchia macchina fotografica digitale ("superata" si direbbe disinvoltamente oggi).

Nuvole

lunedì 22 novembre 2010

qualcosa di sbagliato

cos-ha-detto-berlusconi-al-presidente-romeno


Io...proprio non lo so.

Quest'uomo è arrivato al ruolo operativo più alto del mio Paese, concentrando le scelte e quindi il destino un po' di tutti, perché un numero sufficiente di persone l'ha votato.

Non è questione di "Porcellum" o no, c'è stata gente che ha messo una croce ben chiara sul simbolo che lo avrebbe spedito su quella poltrona.

Perché lui li rappresenta, perché la sua storia, il suo presente, la sua visione del futuro sono quello in cui si riconoscono o che desiderano.

Sto proprio parlando del signor: "Capò" detto ad un parlamentare tedesco, del "Fagliela vedere" rivolto alla candidata del suo partito, delle corna durante la foto tra Capi di Stato (l'analogo odierno dei Re ottocenteschi), del "figlia di Mubarak" o del "meglio puttaniere che Gay", della bestemmiona in pubblico, della sistematica sparizione durante il 25 Aprile; di quell'uomo parlo. Non dell'ubriaco al Bar e neanche del guardone da spiaggia.

Mi riferisco al tradimento manifesto e continuato del senso di dignità, di rispettabilità e di onore che un rappresentante della Patria di Dante Alighieri, di Benedetto Croce e di Giuseppe Mazzini (oltre che di me e di te) ci aspettiamo che trasmetta.

Io nel parlare con gente di altri paesi devo sempre tenere presente di essere "uno di quelli che hanno Berlusconi come Capo del Governo" e a niente serve sapere di non averlo votato.

Mi domando sempre: ma quali ideali, idee, prospettive, vantaggi potenziali o immediati, quali promesse possono valere questo oltraggio continuato? Davvero il Berlusconismo ci ha traviati tanto da farci perdere il senso dell'onore, del rispetto di noi stessi, del pudore, fino a questo punto?

C'è qualcosa di sbagliato in tutto ciò, in profondità ed in estensione, se un'uomo che si comporta così e che ha combinato quel che ha combinato, può ancora decidere della mia pensione e della gratuità della tutela della salute dei miei cari e dell'istruzione dei nostri figli.

Io sono Italiano,

non voto Berlusconi

e non ho niente a che spartire col suo modo di essere e di pensare;

il suo modo di vivere non è il mio, perché lo trovo ingiusto e privo di dignità;

il suo modo di agire è una vergogna che deve ricadere solo su di lui.

domenica 14 novembre 2010

Autore, solo autore stavolta

In questi giorni (ieri, oggi e sabato prossimo) viene messa in scena una commedia "Quel mazzolin di fiori" liberamente tratta da una mia commedia: "Un mazzo di fiori".
Almeno, così mi diceva una cara amica che aveva saputo di questo gruppo che stava lavorando sulla messa in scena di questo testo. Quanto liberamente fossero state trattate le mie parole e quanto ne fosse rimasto, non era dato sapere.
Dubbio. Apprensione. Incertezza.
Curiosità.

Allora: l'ho vista.
Posso dire che si tratta di una messa in scena molto divertente; personalmente io "mi sono cappottato" dalle risate (beh, insomma, un cappotto l'indossavo epperciò questa piccola violenza all'italiano posso furbescamente permettermela, direi) e poco importa che per meglio sfruttare le caratteristiche di questo attore o di quell'attrice il testo originario sia stato leggerissimamente modificato. Sono state applicate delle idee, delle controscene, delle digressioni come sempre dovrebbe essere quando ci si diverte a divertire il pubblico. In fondo è questa la cifra fondamentale del voler fare teatro (e qualunque attività artistica) amatorialmente: non ce l'ha ordinato il dottore, no? e se non lo facciamo con tutta la voglia e la fantasia, è meglio collezionare francobolli o cucinare crostate.
Dalla regista mi sono state rivolte delle scuse per le modifiche al testo; scuse fuori luogo, perché sono io che devo ringraziare loro per aver scelto una mia commedia, fra le tante disponibili, per applicare questa genuina capacità di trasmettere impegno e piacere di fare. Per averle dato vita, insomma.

Visto che a divertirmi tanto non sono stato solo io, ma tutta la sala, definirei questo spettacolo consigliabile, dunque, direi...

P.S. : in coda ai ringraziamenti finali, in mezzo al fiume in piena di applausi largamente meritati, la regista dal palco ha comunicato al pubblico che si aveva "l'onore" della presenza dell'Autore, m'ha invitato ad alzarmi, io l'ho fatto ed il fiume di cui sopra mi s'è riversato addosso. Mentre ringraziavo gli applausi e chi me li aveva fatti rivolgere, mi sono reso conto che era la mia prima volta da Autore e basta.
Beh adesso faticosamente cercherò di richiudere la ruota da pavone e tornerò all'indifferenza certosina cui mi sono costretto nel momento in cui ho deciso di prendere quest'anno sabbatico dall'attività teatrale.

mercoledì 16 giugno 2010

"Flash", il saggio del Laboratorio Teatrale 2010




E' andata.

Anche quest'anno il laboratorio teatrale che dirigo si è chiuso tra gli applausi del pubblico intervenuto al saggio finale, la commedia "Flash" scritta per l'occasione e presentata, è il caso di dirlo, in prima mondiale; essa è stata rappresentata davanti ad un pubblico sorpreso e divertito dall'alternarsi di situazioni sceniche e flashback che hanno messo a dura prova la tenuta drammatica degli attori e la concentrazione degli spettatori.

E' stato meno difficile di quanto potrebbe sembrare, portare in scena insieme i partecipanti dei corsi Adulti e Ragazzi; in effetti si sono contaminati nei loro aspetti migliori: i ragazzi hanno verificato la concentrazione dei più grandi e gli adulti la spontaneità e semplicità di approccio dei più piccoli, ricavando ognuno qualcosa di utile per lo sprint finale.

La rappresentazione si è svolta negli spazi dell'Associazione "Nuova Armonia", richiedendo agli spettatori di seguire lo svolgersi degli eventi: prima sala, seconda sala, di nuovo prima sala... Questo movimento richiesto al pubblico ha fatto sì che la "sensazione" di cambiamento fosse più marcata di quanto la (volutamente) povera scenografia non aiutasse a percepire. Naturalmente nessun accorgimento di scene, luci, o musiche sarebbe servito a niente se gli attori non avessero saputo rendere al meglio i personaggi loro affidati. Tutti bravissimi, dal più smaliziato degli attori al ragazzo al proprio debutto; il testo non è di quelli che "regala" qualcosa: pur contenendo battute divertenti e situazioni leggere, procede nella costruzione di una temperie sentimentale e drammatica che verrebbe vanificata se si lasciasse distrarre il pubblico puntando troppo sulla risata o sulla singola battuta. In questo sono stati tutti bravissimi, applicando le raccomandazioni e le esercitazioni di un intero, lungo anno di teatro.

Adesso si può proprio dire che, accompagnato da applausi sinceri e scroscianti, ognuno degli attori che hanno partecipato a questa commedia potrà presentarsi a qualsiasi compagnia drammatica con la sicurezza di essere apprezzato e ben valutato.

Il Docente, l'Autore, il Regista, il compagno di scena e, mi si conceda, l'amico, ringrazia per la meravigliosa esperienza e fa i migliori auguri per un prosieguo felice.

Mauro Eberspacher

giovedì 8 aprile 2010

Un pensiero

Nella culla misteriosa della notte,
un pensiero.
Di qualunque pendenza sia la tua salita,
senza correre, senza mai cessare,
prosegui.
Il mio abbraccio,
solo se ti da energia
ed occhi aperti a bere il mondo;
il mio bacio
solo se ti da fiato per un altro passo.

domenica 3 gennaio 2010

Paleoarcheologia

Un paio di mesi fà aprii questo post con l'intenzione d'incrementarlo e, se del caso, correggerlo o modificarlo, nel tempo.
Il desiderio di proseguire nell'impresa m'ha fatto sentire un po' "stretti" i confini di un unico post e così, visto che nel frattempo ne ho scoperto la possibilità, ho deciso di articolare la discussione in diversi "siti" blogspot. Esisteranno metodi più efficienti, ne sono sicuro, ma la mia dimestichezza con la tecnica di queste cose è talmente scarsa che ho preferito dedicare quel poco di attenzione che ho a disposizione ai contenuti prima che ai modi di esporli.

Dunque, ecco il link:
Paleoarcheologia

In esso e nelle sue diramazioni esporrò cosa penso sull'argomento e sui libri ed altre fonti che ne parlano.



Una postilla: quando ho intitolato "Paleoarcheologia" questo post, credevo di aver inventato un neologismo, piuttosto sbilenco per la verità visto l'accostamento tra "Paleo" ed "Archeo", due prefissi che richiamano già un rinvio a tempi remoti con differenze, alle orecchie del nostro dialogo moderno, piuttosto sfumate. Poi ho scoperto che veniva già usato da altri e più o meno con l'intenzione che c'avevo messo io. Meglio. Ci si sente un po' meno soli...